Su di me...

     Ivan Pili, musicista concertista, compositore e artista figurativo, nasce a Cagliari nel 1976. Laureato in ingegneria edile, fin da piccolo mostra le proprie doti artistiche nel disegno, distinguendosi prima nei banchi dell’asilo e poi in quelli della scuola elementare.

     Scopre in maniera del tutto casuale una innata propensione per la musica, nella fattispecie suonando gli strumenti della famiglia degli aerofoni a mantice, debuttando col suo primo concerto all’età di 12 anni. Negli anni che vanno  dal 1991 al 1994 si dedica allo studio di generi musicali popolari di tutta Europa e, all’età di 16 anni, comincia a fregiarsi dell’appellativo di artista internazionale coi suoi primi concerti in giro per l’Europa. Particolarmente importante per la sua formazione artistica stato l’incontro con il musicista rumeno Gheorghe Zamfir e il tedesco Helmut Zacharias, considerato uno dei più virtuosi maestri del violino degli ultimi decenni. Negli anni che vanno dal 1994 al 2000 impegnato con diversi gruppi teatrali e musicisti europei coi quali musicher le opere “Era um redondo vocabulo” di Jos Afonso, “Le voyageur sans bagages” di Francis Poulenc e “Lauda somnului” di Lucian Blaga.      Nel 1994 vince il titolo mondiale di fisarmonica diatonica col massimo del punteggio 100/100. Nell’ultimo decennio diverse le esibizioni come concertista solista in prestigiosi teatri come il Pradillo di Madrid, il Nacional de Dona Maria di Lisbona, il Thetre du Balcon di Avignone, l’anfiteatro di Arles, il Radio city Music Hall di New York e il Cuvillis Theatre di Monaco di Baviera. Fra i vari riconoscimenti della sua ancor breve carriera si citano il Bester Musiker-Award Stuttgart, Helsingin Gold Award Soittimien e il Trgu Secuiescmuzica premiu.

     Autore dell’album “Novas Nodas”, ossia la musica sarda tradizionale rivisitata in una chiave di lettura contemporanea (distribuzione Egea), l’Ideatore e direttore del progetto musicale internazionale  Keltaloth, con album presentato nel 2015.

     Alla fine del 2014 riprende, in maniera del tutto casuale, il percorso artistico pittorico interrotto con l’avvento della carriera musicale, collaborando nella realizzazione di un dipinto parietale in Germania, circostanza derivata, appunto, proprio da un concerto.

     Da qui viene notato e immediatamente sopraggiungono delle richieste ufficiali per la realizzazione di altri “murales”. La diffusione delle immagini mediante i social media portarono le prime richieste di partecipazioni a delle mostre collettive.

     È datata 6 febbraio 2015 la prima presentazione di un'opera in una mostra collettiva. Il primo periodo è caratterizzato da supporti di piccole-medie dimensioni e l'utilizzo dei colori acrilici, ma Ivan Pili brucia le tappe e dopo pochissimi lavori si dedica totalmente all'utilizzo dei colori ad olio.

     I suoi primi soggetti riportano al figurativo, ricordando proprie scene di vita e rivolgendosi ad un pubblico “popolano”, proprio come in occasione dei suoi concerti. Nonostante qualche tentativo paesaggistico e di nature morte, sarà il figurativo la vera vocazione di Ivan Pili. Travolto dalla scia emotiva e nonostante le sue opere richiedono delle lunghe gestazioni tipiche del realismo, la sua produzione è tale al punto che nel già mese di luglio 2015 è pronto per la sua prima mostra personale presso il palazzo sant'Agostino, sede della Provincia di Salerno.

     Da qui in poi è l'inizio di una nuova fase sperimentale sempre in crescendo, sia in abilità e sia in dimensioni di supporti, affinando in tempi rapidissimi tutte le tecniche che lo porteranno agli inizi del 2016 a perfezionarsi nell'iperrealismo “non fotografico”, bensì andando “oltre” la fotografia. I soggetti sempre rimanendo nell'ambito del figurativo, sono i più diversi e sempre diverse le situazioni di luce (che il Pili altera a proprio piacimento e con disarmante facilità), di essenza minimalista scenografica e di espressività.

     Le numerose richieste di partecipazione in eventi e le sempre crescenti opere commissionate, porteranno Ivan Pili a riconsiderare le proprie arti, tralasciando temporaneamente la musica per dedicarsi a tempo pieno alla pittura.

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